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Nella pratica clinica il numero di pazienti odontoiatrici chirurgici in Trattamento Anticoagulante (TAO) è in continuo aumento, a causa dell’incremento delle malattie cardiovascolari.

E’ importante per il chirurgo orale saper gestire correttamente questi pazienti al fine di evitare complicanze EMORRAGICHE e TROMBOEMBOLITICHE. Fondamentale è pertanto eseguire una ATTENTA ANAMNESI (emorragie spontanee,malattie emorragiche nei consanguinei, patologie che determinano tendenze alle emorragie quali epatopatie e diabete) e una valutazione del RANGE DEL GRADO DI COAGULAZIONE.

La TAO viene utilizzata nei pazienti che hanno avuto o rischiano di avere una MALATTIA TROMBOTICA e/o OSTRUTTIVA sia venosa che arteriosa.

Tra queste troviamo:

  • FIBRILLAZIONE ATRIALE
  • PROTESI CARDIACHE VALVOLARI
  • EMBOLIA ARTERIOSA PERIFERICA
  • TROMBOSI VENOSA O ARTERIOSA
  • ISCHEMIA MIOCARDICA
  • ALCUNI TUMORI

Per ridurre il rischio di emorragie in passato, quando il paziente in TAO si presentava dal dentista anche per una semplice estrazione, si ricorreva a misure terapeutiche non opportune quali l’ARRESTO MOMENTANEO DEL TRATTAMENTO ANTI COAGULANTE, non giustificate dalla semplicità del gesto chirurgico e che potevano persino causare al paziente una pericolosa TROMBOSI da rialzo funzionale.

Oggi invece si adotta il seguente PROTOCOLLO:

  1. Comunicare all’ematologo (o al centro TAO) la tipologia di intervento odontoiatrico da eseguire(estrazione semplice o complicata, LEMBO paradentale,implantologia,etc)in modo che questi possa eventualmente modificare la somministrazione degli anticoagulanti in relazione all’intervento stesso.
  2. Valutare il valore dell’INR il giorno stesso dell’intervento.

La coagubilità del sangue nei pazienti TAO si misura con l’INTERNATIONAL NORMALIZED RATIO (INR) che nel soggetto normale ha un valore =1.

Con la TAO esso aumenta ( 5-7). Scopo di una Tao ben condotta è quello di mantenere il paziente in ambito terapeutico, cioè:

  • INR compreso tra 2 e 3,5 per patologie venose (fibrillazione atriale e tromboembolia venosa)
  • INR compreso tra 3 e 4,5 per protesi valvolari cardiache.

Ricordiamo che l’INR subisce variazioni in relazione a numerosi fattori tra cui:

  • DIETA: alimenti ricchi di VITAMINA K come lattuga, spinaci, burro, olio di oliva e mais, rendono il sangue più denso e pertanto abbassano il valore dell’INR.
  • FARMACI: ANTI INFIAMMATORI quali acido acetilsalicilico, CHETOPROFENE, DICLOFENAC, PARACETAMOLO, aumentano l’INR.
  • Alcuni tipi di ANTIBIOTICO (entromicina, ciprofloxacina, tetraciclina) aumentano l’INR.
  • ANTILIPEMICI (atorvastatina, sinvastatina) aumentano l’INR.
  • FARMACI VARI( alcool, chinidina, danazolo, eparina, tiroxina) aumentano l’INR.
  • PRODOTTI A BASE DI ERBE: agli, salvia, iperico spirea, aumentano l’INR mentre passiflora, ginepro, verbena e ginseng lo abbassano.
  • FARMACI come ciclosporina, carbamazepina, aminoglutamide, contraccettivi orali, diuretici, fenobarbital, vitamina K abbassano l’INR.

Per tutti questi motivi RICHIEDIAMO IL VALORE DELL’INR IL GIORNO STESSO DELL’INTERVENTO.

  1. Esecuzione dell’intervento nel massimo rispetto dei tessuti ed evitando anestesie tronculari.
  2. In presenza di valvole cardiache e patologie cardiovascolari che lo richiedano eseguire una corretta profilassi antibiotica.
  3. Utilizzare coadiuvanti locali per facilitare la coagulazione della ferita chirurgica:

  • Compressione adeguata
  • Sutura
  • Colla di fibrina
  • Laser
  • Tamponi e spugne riassorbibili
  • Farmaci coagulanti
  1. Agire esclusivamente su siti precedentemente puliti da igiene professionale in modo tale da diminuire flogosi locale e sanguinamento; utilissima è l’irrigazione con clorexidina 0,2 % per ridurre la batteriemia post operatoria.
  2. Adottare infine anche un corretto protocollo post operatorio con:
  • Dimissione 60 minuti dopo l’intervento
  • Utilizzo borsa del ghiaccio ed eventuale applicazione di Tranex
  • Dieta liquida e fredda per tre giorni, tiepida e morbida per sette giorni
  • Risciacqui con Tranex per 2-4 volte al giorno per 4-7 giorni
  • Risciacqui con clorexidina per 7 giorni
  • Antinfiammatori ( diclofenac 100 mg)
  • Dopo 7-8 giorni rimozione della sutura e controllo del paziente

Articolo redatto dalla Dott.ssa Nava Vittoria

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